Infinito Semplice – Laboratorio – Catania – maggio 2016

locandina spazio oscena

Un workshop intensivo con performance finale che si rivolge ad attori, danzatori, performer, studenti e operatori del settore desiderosi di confrontarsi con un poeta, autore, attore, fondatore di Dark Camera e del teatro Furio Camillo – Roma, punto di riferimento di attori, scrittori e critici teatrali dagli anni ’80 in sù.
La performance finale verrà realizzata in collaborazione con il Teatro Coppola e tra i partecipanti annunciati gli attori performers della compagnia Cuori Rivelati-Teatro,Danza e Diverse Abilità

Tutti gli esseri che hanno il destino di avere ali (siano esse della fantasia, del desiderio o d’altro genere), ogni sera si radunano per affrontare insieme l’oscurità.
“Un nascere e un perire, un costruire e un distruggere, che siano privi di ogni imputabilità morale e si svolgano in un’innocenza eternamente uguale si ritrovano in questo mondo solo attraverso il gioco dell’artista e del fanciullo. Come giocano il fanciullo e l’artista, così il fuoco eternamente vivo gioca, costruisce e distrugge in piena innocenza”.
Nietzesche in La filosofia nell’epoca tragica dei greci.
I poeti chiamati in causa ci accolgono nelle loro storie, nella loro terra originaria e noi li accogliamo col nostro desiderio. Si tratta di portare a sé la poesia, farsi accogliere e comprendere da essa. Farci devoti della semplicità, conquistarla ad ogni costo. Con l’arte del sacrificio, dell’essenzialità, con la rinuncia ad ogni artificio. Il quasi niente e l’infinitamente semplice di Jankelévitch. Essere spontaneamente, come ci che appare. Una liturgia di forma e gesto, esistenti in unicità di segni. Mistero e non punto di vista. Il mistero che c’è in una rappresentazione, nelle immagini, nelle parole, nei suoni, amplifica il fantasma della nostra interiorità. Ingrandisce le ombre, dilata l’oscurità. Il mistero ci riporta alla nostra misteriosità. Per questo un teatro senza mistero è praticamente inservibile. Dobbiamo liberarci del nostro punto di vista. Essere solo un punto, senza vista. Essere punti, punti mobili che non hanno sguardo, presenze che non giudicano. Non avendo un punto di vista non possiamo giudicare. Non possiamo decidere su verità ed errore, orrore e bellezza. Possiamo girare intorno alle cose, abbracciarle, osservarne le facce, gli aspetti, senza vederne nessuno, giocare con le cose come qui sto giocando con le parole. Bisogna giocare con se stessi e con la propria presenza, con le infinite possibilità che un punto contiene, di diventare qualsiasi cosa. Un punto. Ma non un punto di vista. Un tempo di lavoro di ricerca e costruzione come tempo di felicità e attività creatrice. Con la propria, semplice naturale presenza. Donarsi alcune ore di un tempo non ordinario, per guardare alla propria natura, ovvero alla natura della propria opera (pensiero, sogno, rivolta, bisogno, istinto, gioia…) e alle funzioni incalcolabili a cui è destinata. Condividerne, per quanto possibile, gli esiti con qualcosa che si doni allo sguardo degli altri.

QUANDO E DOVE

Da venerdì 20 a mercoledì 25, h.15:00 – 19:00
Spazio Oscena via G.Macherione 21, Catania

Da giovedì 26 a sabato 28 h. 10:00 -13:00 _ 15:00 – 19:00 Teatro Coppola – via del Vecchio Bastione 9, Catania

Domenica 29, l’Opera “Infinito Semplice” h. 21:00
Teatro Coppola – via del Vecchio Bastione 9, Catania

COME
Modalità d’iscrizione: scrivere a spazioscena@gmail.com o chiamare il 331 8562485.
Costi: 120 € per gli iscritti entro il 30 Aprile,
150 € per le iscrizioni che perverranno dopo tale data.
LE ISCRIZIONI DOVRANNO PERVENIRE ENTRO IL 12 MAGGIO